OSSERVARE, ASCOLTARE, ESPRIMERE

Scrivere, come leggere, può ri-creare una realtà in un’esperienza intimamente autentica.

Ri-creativa.

La teoria e le tecniche che vengono in supporto alla scrittura possono essere apprese, esercitate. Una volta rese proprie, possono essere superate e, se possibile, dimenticate.

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La Trama


Mentre leggiamo veniamo lentamente circondati da un mondo fatto di descrizioni, dialoghi, pensieri, ma quando finiamo un libro quello che ci resta e che, durante la lettura, ci appassiona, è la trama.
Se vuoi scrivere un buon racconto hai bisogno di personaggi e dialoghi realistici, di dettagli e descrizioni variegate ...ma hai bisogno di una buona trama!
Ma cos'è e com'è fatta una trama?


La trama è il susseguirsi delle vicende (descrizioni e scene) di un’opera letteraria o cinematografica.
La fabula è la sequanza logica e cronologica delle scene, l'intreccio è la sequanza delle stesse scene nell'ordine in cui le dispone l'autore, lo stesso in cui le incontra il lettore.


Vedere la trama in termini di fasi (scene) aiuta a passare da
- 'sento ciò che voglio dire' (idea centrale: tema, messaggio) a...
- 'so come voglio esprimerlo' (struttura: ambientazione spazio-temporale, personaggi,  eventi, punto di vista) alla...
- narrazione vera e propria (forma: azioni, descrizioni, dialoghi, flusso di coscienza, sommario).
Questa semplificazione permette di fare preziosi aggiustamenti prima di iniziare a scrivere, consente di mantenere l'attenzione sugli elementi importanti.


Trama "classica"
Gustav Freytag, drammaturgo tedesco, ha analizzato la struttura della narrazione di tragedie e commedie, tuttavia il suo contributo può essere un utile spunto applicabile allo sviluppo di ogni tipo di trama. Considera la trama come una struttura che divide la storia in cinque fasi.
Queste fasi sono:
  • esposizione,
  • avvio (dell’azione, attraverso il conflitto),
  • culmine (o punto di svolta),
  • rientro (dell’azione),
  • risoluzione.
Le fasi possono essere composte da più scene.

1 Esposizione
Si presentano i personaggi principali della storia. L'esposizione mostra come si relazionano tra loro, quali sono i loro obiettivi e le motivazioni: che tipo di persona sono.
Il lettore si farà delle domande su alcuni di questi aspetti: vengono regolati appositamente in fase di scrittura in modo da far sorgere domande precise e ben mirate.
La funzione più importante è esporre al lettore il personaggio principale, il suo obiettivo e ciò che è in gioco se non riesce a raggiungerlo.
Con l'introduzione del conflitto termina questa fase ed inizia la successiva.

2 Avvio
Dopo l’esposizione l'avvio all’azione inizia con la scomparsa di un personaggio, un conflitto o con un’impellenza.  E’ costituito dal crescere di una tensione o da una complicazione che prosegue con lo sviluppo del conflitto tra i personaggi.
Il conflitto della trama che intende Freytag è 'concreto' e  riferito ad un contenuto specifico, non deve essere confuso con il conflitto presente nel tema, che ha invece un valore piuttosto ideologico. E’ il secondo atto in una commedia in cinque atti, un momento in cui tutti i personaggi principali sono stati introdotti, le loro motivazioni e alleanze sono state chiarite (almeno nella maggior parte), e ora cominciano a 'lottare' uno contro l'altro.
Generalmente in questa fase il protagonista capisce il suo obiettivo e comincia a muoversi verso questa direzione.
Compaiono problemi da affrontare: la narrazione è centrata principalmente su ostacoli secondari. Questa fase è utile a mostrare come il personaggio li supera.

3 Climax
 La fase drammatica che Freytag ha chiamato "clou" è la terza delle cinque, occupa il centro della storia, contiene il climax. Il culmine rappresenta il punto di svolta della storia, dove il protagonista prende una grande decisione che definisce il risultato della sua storia e chi è come persona. 
Il personaggio è finalmente in grado di rivolgersi al suo obiettivo primario. L'inizio di questa fase è caratterizzata dal protagonista che ha finalmente risolto gli ostacoli preliminari, è pronto a dialogare con l'avversario. Di solito sia il protagonista che l'antagonista hanno un piano per vincere contro l'altro. Ora per la prima volta si possono vedere ingaggiare un conflitto diretto l’uno contro l'altro.
Il risultato di questa 'lotta' è che nessun personaggio si afferma completamente sull'altro, non c’è un vincitore e un perdente. Solitamente ogni personaggio realizza un successo parziale, in parte sventato dall’avversario. Prerogativa di questo confronto è che il protagonista prende una decisione che mostra le sue qualità morali e determina, in ultima analisi, il suo destino.
In  una tragedia, in questo punto, il protagonista prende una decisione sbagliata, compie un errore di calcolo che declina l’inizio del suo tragico epilogo.
L’azione e l’avventura sono più dense che nel resto della storia.

4 Rientro
Freytag chiama questa fase "caduta dell’azione", nel senso che gli esiti delle vicende dei due personaggi sono collegati. E’ spesso il momento in cui c’è in gioco la massima tensione, poiché è la fase in cui tutto prende una piega imprevista.
In questa fase ha il sopravvento l'antagonsita. Sembra che trionferà il male: il protagonista non è mai stato più lontano dal realizzare il suo obiettivo.
La domanda che il lettore può farsi è da che parte sia schierato il protagonista: potrebbe non essere immediatamente chiaro.
Per Freytag, questo apparente sovrapporsi di ruoli accade sia nelle tragedie che nelle commedie: entrambi questi tipi di narrazione mostrano un insegnamento morale e puntano ad ottenere l'identificazione dell'osservatore con i personaggi.

5 Risoluzione
Nella fase finale c'è uno scontro finale tra protagonista e antagonista, in cui uno o l'altro vince in modo definitivo. Questa fase è la narrazione del confronto, di ciò che conduce ad esso, del perché accade nel modo in cui accade, che cosa significa e quali sono le conseguenze a lungo termine. E' il momento in cui si svelano la maggior parte dei dubbi, la 'chiave di volta' che sorregge e intorno cui ruota il significato dell'intera narrazione.
Gli eventi che accadono condizionano ciò che viene trasmesso all'osservatore e le sensazioni con cui resta.



Esempio di trama classica: spot

Esercizio
Scorri velocemente il modello di Freytag e ripensa al video: riesci a distinguere le 5 fasi?


Quando il personaggio è unico
Esistono altre prospettive sulla trama oltre quella classica proposta da Freytag.
Per Foster-Harris, che assume una visione più individualistica, la trama è un problema emotivo causato da due sentimenti contrastanti avvertiti dalla stessa persona (il personaggio principale), e lo sviluppo di quel conflitto.
Il suo sistema per la creazione narrativa è compatibile ma distinto dal modello della trama classica. In particolare lattenzione non è rivolta all’analisi di un modello standard, ma alla creazione generativa: non è centrata sullo studio di una trama/modello già esistente, piuttosto allo sviluppo, alla creazione di uno schema differente.
Gli elementi fondamentali della trama (storia) possono essere intesi semplicemente come personaggi, conflitto, complicazione, crisi-climax, e risoluzione.
Per enfatizzare l'effetto sul lettore questi elementi possono essere spostati, alcuni possono essere ampliati e altri  condensati, la risoluzione può essere tolta.


Prima di proseguire
E’ importante mantenere una logica e un collegamento tra le varie fasi o elementi (scene), altrimenti il lettore potrà non comprendere la storia e il suo significato.
Il cambiamento è un elemento importante: deve essere supportato da azioni adeguate e risultare in linea con il senso complessivo della storia, deve essere compatibile con il messaggio che si vuole trasmettere.


Esempi di trama generativa: spot 1

Un esercizio

La tecnica migliore di prendere familiarità con la trama è il racconto breve (2.000-4.000 battute, equivalenti a uno o due fogli A4 a righi utilizzando ogni rigo).

Può essere utile che ti focalizzi su cosa intendi esprimere (un'idea, uno stato d'animo, prova a scrivere prendendo spunto da un racconto che ti ha colpito: è un'ottima tecnica). Fai una breve scaletta (magari  aiutandoti con le 5 fasi di Freytag, o riassumendo la storia in altrettanti passaggi, fai attenzione a semplificare al massimo gli eventi).
Dopo aver verificato che  la successione che hai creato ti soddisfa, puoi sviluppare ogni passaggio (considera che 5 o 6 righi per ogni fase sono più che sufficienti).

Ricorda che rileggendo è sempre possible semplificare, modificare (togliere o aggiungere  una parola, una frase), spostare l'ordine di frasi e parti (ma senza stravolgere la storia), finché non ottieni il risultato che ti soddisfa.
Una raccomandazione: nella prima stesura sii essenziale e resta sul 'cosa voglio dire' attraverso i personaggi, le loro parole e le azioni. Considera che con qualche nota o 'invio' puoi sempre aggiungere tutti i righi che vuoi.

Se la prima volta non riesci, niente paura, può capitare. Segui i passaggi e cerca di capire cosa non ti soddisfa, cosa puoi migliorare. Il racconto è coerente? Dove sei riuscito meglio? Magari stacca per qualche ora. A mente fresca si ragiona meglio. Questo ti aiuterà a perfezionarti. Tieni presente che probabilmente il tuo stile è diverso da tutto ciò che fin'ora hai letto, e che non lo riconoscerai subito.

Pensaci... e, quando ti senti ispirato, scrivi.



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